Si è svolta il 16 aprile, presso il foyer del Teatro D’Annunzio di Latina, la cerimonia di premiazione della seconda edizione del Premio Dedalo e Icaro, il riconoscimento promosso dalla Fondazione Lestra con Ance Latina, il Consorzio Stabile Sviluppo Sostenibile e in collaborazione con la casa editrice Lab DFG.
A contendersi il riconoscimento finale sono state quattro finaliste: Michela Di Seri, vincitrice con la tesi “Post-sisma e identità. Continuità urbana dopo il sisma del 2016: il caso studio di Accumoli”; Federica Santucci, seconda classificata con “Un progetto educativo sostenibile in territori vulnerabili. Polo scolastico a Khan al Ahmar”; Marta Rossetti, terza classificata con “Città aperta. Social housing per l’area dell’ex Fiera di Roma”; e Bianca Falcetti, quarta classificata con “Cittadella di Slow Food in Sabina”.
Ad aggiudicarsi il Premio Dedalo e Icaro 2026 è stata Michela Di Seri, con un lavoro dedicato al tema della ricostruzione e dell’identità dei territori colpiti dal sisma, capace di coniugare rigore metodologico e visione progettuale.

Nel corso della serata è stato inoltre conferito il riconoscimento all’esperienza all’architetto Massimo Rosolini, figura di riferimento nel panorama professionale capace di rappresentare un modello di competenza e crescita per le nuove generazioni.

“Quattro ragazze finaliste sono state le più brave di questa edizione – ha dichiarato il presidente di Fondazione Destra e Ance Latina, Pierantonio Palluzzi –. Credo che questa seconda edizione sia stata contraddistinta da un incontro non solo tra i giovani, il mondo dell’università e l’impresa, ma da una vera e propria miscellanea culturale. In questa sala abbiamo visto rappresentate tutte le istituzioni, i rappresentanti civili e militari del territorio, insieme a tante persone venute ad ascoltare una rappresentazione di cultura e di bellezza”. Palluzzi ha inoltre sottolineato il valore delle tesi presentate, evidenziando come “mettere in concorrenza questi lavori significhi, in fondo, scegliere una storia tra molte di grande valore”. Un confronto che ha visto emergere due temi particolarmente significativi: “la ricostruzione di Accumoli e il progetto in Cisgiordania rappresentano due esempi emblematici: dove si costruisce, dove c’è cultura e bellezza, non ci sono guerre ma senso di rivincita dei territori e dei popoli”. “Oggi viviamo in un’epoca di grande velocità – ha concluso il presidente Palluzzi – ma il vero talento si costruisce giorno dopo giorno. Significa scommettere continuamente su se stessi”.




















All’evento sono intervenuti, oltre al Prefetto di Latina, Vittoria Ciaramella, il sindaco del Comune di Latina – che ha patrocinato l’evento – Matilde Celentano, il procuratore aggiunto Luigia Spinelli, il Questore di Latina, Fausto Vinci, il comandante provinciale dei Carabinieri Cristian Angelillo, il tenente colonnello Marco Mendella della Guardia di Finanza di Latina, l’assessore regionale alla formazione, scuola e università, Alessandro Calvi, su delega della presidente nazionale di Ance Federica Brancaccio è intervenuto il presidente di Ance Roma, Antonio Ciucci e il consigliere provinciale Alessandro Porzi in rappresentanza del presidente della Provincia di Latina. Sono inoltre intervenuti i presidenti degli enti Formedil e Cassa Edile, rispettivamente Georgia Pinna e Riccardo Cerilli e il direttore generale Simone Vaudo oltre al direttore della Casa Editrice Lab DFG, Giovanni Di Giorgi oltre alla curatrice del premio, la professoressa Maria Argenti.
Qui la presentazione della giuria del Premio Dedalo e Icaro 2026: la brochure
La rassegna stampa
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